Essere persona politica e donna

Immagine di Manuale della perfetta gentildonna

Qualche giorno fa incontrai Daniele, un amico che non vedevo da diverso tempo. Avevo sotto il braccio questo libro e lui mi chiese se lo portassi in vista per fare colpo su amico in comune che era nei pressi, grande esperto di Busi. No, spiegai, era solo che approfittavo di ogni minuto libero per leggerlo, nei momenti d’attesa in giro per la città. Ce l’avevo da diversi mesi, anzi quasi da un anno, ed era soltanto da tre settimane che lo leggevo. Avevo passato mesi e mesi a leggere saggistica sulle donne, la dipendenza affettiva, i rapporti malati… Ma forse avrei fatto meglio a leggere prima il Manuale della perfetta Gentildonna e dopo, forse, la saggistica. Quanto tempo avrei risparmiato! E mi sarei avvicinata prima a Busi, di cui mi sono innamorata alla follia.

Aldo Busi, cosa dire di lui? Che suscita reazioni estreme, o amore o odio, niente vie di mezzo. Dicono che sia polemico, ma onestamente, e da quanto ho sbirciato in giro, mi pare piuttosto che la gente non sia abituata a sentirsi dire le cose senza peli sulla lingua. L’ipocrisia, travestita di diplomazia o di “buona educazione”, è la regola, e quando qualcuno osa la strada della verità nuda e cruda viene rifiutato e condannato.

Il Manuale della perfetta Gentildonna è un libro che ogni donna dovrebbe leggere. Non ci sono testi consolatori, non ci sono carezze. Ci sono cazzotti e sberle per far reagire, secchi di acqua fredda. Infatti quando lessi dei passaggi ad un’amica, nonostante l’apprezzamento disse “che cattivo!”. Non è facile da leggere se si è aggrappate alle tipiche comodità da donnina con nevrosi da primadonna ma intelligenza nascosta per non superare quella del partner. Una meravigliosa perla:

La donna anorgasmica non ha disfunzioni sessuali, ha disfunzioni sociali, anche se nessun ginecologo glielo dice: una donna cui si riconoscono le sue aspirazioni e i suoi meriti in fatto di crescita politica è una persona che perviene all’orgasmo almeno quanto l’uomo, così sicuro di sé e del suo ruolo, e perciò della sua identità, da poter mandare all’avanscoperta il suo cazzo senza necessariamente doverlo far seguire dal resto, il che per la donna resta tuttora una chimera. Dove la mente tace, l’estrogeno mente regolarmente.

Oppure questo consiglio impagabile:

Se senti che l’uomo che sta con te non ti merita o che non ti piace abbastanza da dargli quello che, in un modo o nell’altro, gli stai dando convinta che invece te lo stia solo portando via senza averne i titoli, non abbassarti fino a fare di te una donna isterica, rivoltante, una cagna sguaiata, una malchiavata dominata dalle proprie nevrosi: piantalo.

Il grassetto è mio. Sottoscrivo in pieno!

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