Qualche tempo fa scrissi un post un po’ scherzoso sul testamento biologico. È proprio così che andò: il mio primo testamento nacque da un libro di Miguel Delibes, El loco, in cui si narrava la vicenda di un uomo che veniva sepolto vivo. La meravigliosa descrizione mi toccò fino in fondo e decisi di lasciare indicazioni molto chiare circa il destino del mio corpo in caso di morte repentina. Volevo essere sicura di essere morta, insomma, non intendevo ritrovarmi in una bara a morire lentamente. E neanche tanto lentamente!

Il primo testamento era molto primitivo, con indicazioni anche sciocche – magari lo avessi alla mano, però, mi rivedrei com’ero allora. Volevo essere cremata, volevo lasciare ai bambini poveri i giocattoli che mi rimanevano, donare gli organi, donare lo scheletro alla mia scuola (mi divertiva l’idea dell’insegnante che diceva “portate Mariela, la nostra ex allieva, oggi studiamo la colonna vertebrale). Ah, ora ricordo, volevo anche essere bruciata insieme ai miei diari. Dopo ci furono altre versioni, finché a un certo punto persi l’interesse nell’argomento.

Ora torna alla ribalta, ovviamente, con il caso di Eluana Englaro. Personalmente ritengo scandaloso il comportamento di Berlusconi & co., ma lasciamo perdere l’argomento per il momento, ci tornerò sopra quando avrò la testa più sgombra. Comincio a redigere, qui, una bozza di ciò che vorrei mi accadesse nel caso che mi risultasse impossibile esprimere la mia volontà circa le cure mediche e la mia sorte. Non voglio fare una proclamazione leggera, al calore dei fatti recenti, voglio informarmi bene sulla legislazione, e in particolare su aspetti tecnici medici.

Al momento lascio solo un paio di dritte molto alla svelta. Se mi dovessi ritrovare in uno stato vegetativo o simile, vi chiedo cortesemente di interrompere ogni forma di cura. Se non è possibile in Italia potete tranquillamente fare in Bolivia: mi portate in un ospedale pubblico e dite che non avete i soldi per le cure, vedrete che presto faranno a staccare tutto. Mi raccomando, una volta morta i miei organi andranno donati. Dopodiché, ceneri da buttare in qualsiasi posto.

Tornerò più avanti sui dettagli specifici circa cosa sia uno “stato vegetativo o simile”. Nel frattempo nel blog Bioetica c’è un po’ di informazione sul testamento biologico. Ho dato un’occhiata alla biocard della Consulta di Bioetica e mi pare che vada abbastanza bene, anche se prefirei un documento più complesso e che contemplasse più situazioni particolari o legate ai tempi che possono essere attesi prima di intervenire in modo definitivo.

1 Risposta a “testamento biologico”


  1. 1 mariella 9 Febbraio 2009 alle 3:22 pm

    grazie per il bel commento al mio post!(fuck)
    avrei bisogno di un favorino…
    l’aforisma originale di pabblo picasso..ci si mette molto tempo per diventare giovani com’è in catalano?
    muchas gracias


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