Padre e prossimo

Sabato scorso mio padre raccontava che mio zio aveva ceduto l’attività, rimasta tutta nelle mani dell’ex-cognato, e che pure l’ex-moglie si era messa a cercare lavoro. Mi dispiace per lei, concluse. Gli chiesi se davvero gli dispiaceva. Disse di sì, lei era stata amica sua negli anni ’80, sebbene l’ultima volta che la incontrò, lo salutò con un po’ di antipatia. Mi fermai, quasi mordendomi la lingua. Non vedi questa signora da quasi un ventennio e dici che la compatisci! A malapena è una tua conoscenza, pensai.

Adesso che ci penso, mesi fa, a proposito dei soldati statunitensi che si arruolavano per necessità, aveva detto “li capisco”. Ma non vuole vedere chi gli sta vicino. Nei pranzi familiari si rivolge soprattutto al mio compagno, parla di politica, di società, di filosofia, di letteratura, di lavoro. Quando parlo io mi dà ragione, dice subito di sì, certo, e poi riprende il suo discorso. Mi evita. Conosce l’etimologia di questa e di quell’altra parola, e sa così poco della mia crescita. Crede che sono ancora l’adolescente impulsiva che scoppia rabbiosa se la si contraddice.

Forse sono troppo severa con mio padre, forse il suo atteggiamento mi colpisce per la nostra relativa vicinanza. Forse siamo tutti così, solidali con il nostro prossimo-remoto e non con il prossimo-prossimo. Allora l’empatia è più facile a distanza? O è più comoda, meno impegnativa? Non ci vuole poi tanto per fare un bonifico a un’associazione umanitaria, non è molto diverso dal vecchio gesto dell’elemosina. I nostri avanzi fanno così una “buona” fine. Intanto, dietro l’angolo un anziano muore da solo e nessuno se ne accorge finché il cadavere non comincia a puzzare.

Soffriamo di ombelichite acuta.

2 commenti

  1. Mana, prima non mi ero accorto che il papa avesse un attegiamento del genere… ma è vero…Ora ti lascio il link del mio blog (si, ne ho uno), se vuoi leggertelo… se lo fai, però, non ne parlare con i nostri su quello che ci troverai scritto, perché altrementi… saranno grane per me.

  2. …maya, me parece que criticas lo mismo que padeces… basta leer el post anterior. No que no tengas razón, pero no me parece que sea taaaan al pie de la letra… fijate que su manera de ser solidario con nosotros siempre fue bizarra, pero no inexistente.

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